Andrea Bona

Nato a Bolzano il 29 maggio 1969.

Sacerdote della diocesi di Bolzano-Bressanone dal 1995.

Attualmente parroco delle chiese della Visitazione e della Regina Pacis di Bolzano.


Ogni giorno abbiamo sotto gli occhi un continuo miracolo. Sembrerebbe tutto estremamente semplice… ma quando invece li si deve spiegare, gli eventi sono inesorabilmente complessi.

Sarà un’illusione la percezione che noi in fondo conosciamo il mistero della vita, il fatto che ci sentiamo familiari all’evento dell’esistere e i destinatari del mistero della realtà? 

Da sempre mi incuriosisce la percezione del tutto che abbiamo e che chiamiamo Dio, il nostro attaccamento alla luce e a ciò che dà in qualche modo ragione a quel sentire umano, che il Qoeleth, nel libro biblico, chiama l’azzardata intuizione dell’eterno, che resiste nel nostro cuore, anche se nella vita c’è il tempo per ogni cosa, anche per quello della malattia e della morte.

Resto sempre affascinato dalla ricchezza del Vangelo. Chi più di Gesù offre la percezione di sentirsi a casa nel mistero dell’esistenza? Chi più di Lui mette a fuoco l’inaudita realtà del gratuito, che è parte integrante di ogni vita?

Ho una grande simpatia per le parrocchie… le ritengo amabili quando fanno cose semplici, quando aiutano a stare insieme e a realizzare l’umano che è in noi.

Per la tesi di baccalaureato in teologia avevo fatto una ricerca sull’obbedienza, l’autorità e il comando nella vita di fede, che spesso hanno portato fuori strada.

C’è una lealtà e una fedeltà in noi, che si scoprono solo strada facendo e che nulla hanno a che fare con l’esteriorità di quello che vogliamo dimostrare agli altri, e tanto meno con ciò che identifichiamo come i nostri peccati.

Mi piace mettere a confronto la voglia di speranza che è in me con i grandi dubbi, che allo stesso modo mi appartengono. Mi interesso sempre delle acquisizioni scientifiche e le vaglio con il mio bisogno di luce e di senso. Ragionando mi accorgo che esso non è mai sconfessato, nonostante le mille nuove scoperte, le filosofie, le malattie e i vari pessimismi.

Per la mia creatività mi aiutano tantissimo i computer. Non sono un professionista ma riesco a realizzare dei software, che mi aiutano enormemente nelle varie attività. Quando da ragazzo a scuola studiavo i microprocessori, mai avrei immaginato che mi avrebbero aiutato tanto e che avessero avuto il successo, che oggi è sotto gli occhi di tutti. Nella tesina per il conseguimento del diploma superiore avevo studiato l’algoritmo necessario a comporre digitalmente una “bio-immagine” nel campo della diagnostica radiologica, il sistema digitale che è tutt’ora in uso nei tomografi a raggi X, anche quelli velocissimi, cosiddetti a “spirale”.

Mi interesso di tutto ciò che si occupa dal punto di vista scientifico della vita, in modo particolare del vastissimo ambito della biologia molecolare e al nuovo campo delle neuro-scienze. Sono universi in continuo divenire: la proteomica, la genomica, le teorie sulla tumorigenesi, gli studi sul sistema immunitario, i farmaci che intervengono nel ciclo cellulare, lo studio dei geni “cdc”, la percezione del tempo e della realtà che abbiamo, la definizione di cosa sia la nostra coscienza.

Chissà perché è più facile pensare che siano normali enormi fenomeni a livello planetario ed è invece sorprendente che in una frazione minuta di spazio, quanto quello che occupa un essere vivente e addirittura una microscopica cellula, possano lo stesso avvenire una complessità stupefacente di fenomeni, che la biologia descrive.

Ogni cellula deriva dalla divisione di un’altra cellula e pur conoscendo tutti gli ingredienti che la compongono, non la si riesce a creare in laboratorio. Mi stupisce anche il fatto che all’interno della cellula avvengano delle reazioni chimiche, alcune delle quali impossibili a temperatura ambiente, molto diverse da quelle che avvengono al di fuori di essa. La sottilissima membrana plasmatica, spessa solo frazioni di micron, che separa la cellula dal resto del mondo è il confine di un altro ordine di cose: all’esterno tendenza al massimo disordine, all’interno mantenimento dell’ordine con costi energetici e organizzativi notevoli.

Mi incuriosisce anche il fatto che per la descrizione scientifica, il mondo deve essere diviso esclusivamente in particelle, in fenomeni semplici ed essenziali. Con questa metodica il nostro “io” diventa una specie di superstizione. Come lo si può ridurre ad evento essenziale? Siamo solo il capriccio di elementari fenomeni particellari? E quando sarà dissolto il sistema di cui siamo composti, evaporerà anche il nostro “io”, in una nuvola evanescente? Ma allora perché abbiamo la percezione di essere i destinatari del dono di poter assaporare l’esistenza? Se tutto è nulla, anche la coscienza, allora il fatto di esistere non sarà mai svelato?

Queste sono le mie grandi domande!

Da giovane ho avuto la fortuna di conoscere due grandi luminari dell’oncologia italiana, appartenenti all’AIOM. Sono il prof. Mario Fiorentino e la dott.ssa Paola Sperandio. Quest’ultima negli anni novanta era considerata la first lady dell’oncologia italiana, un mondo che a quel tempo era declinato quasi esclusivamente al maschile. Sono ammirato da come questi personaggi abbiano letteralmente lottato per la salute e di come per farlo abbiano unito diverse tecnologie. Anche in questo campo il computer si è rivelato di estremo aiuto, tanto da poter permettere una stadiazione clinica della malattia, che assomigliasse quanto più possibile a quella patologica dei singoli casi. Questo ha permesso di poter formulare prognosi e trattamenti curativi efficaci. So che dall’Istituto Universitario di Padova, grazie al lavoro d’equipe di questi medici è nata una tecnica chirurgica chiamata VIP (vescica ileale padovana) che è stata rivoluzionaria quanto la quadrantectomia in ambito senologico. Mi piace quello che diceva la dott.ssa Sperandio per quanto riguarda la ricerca e la conoscenza. Bisogna essere sempre come don Camillo e Peppone in bici… chi si accorge di correre più veloce deve rallentare e aspettare l’altro. Solo insieme si conosce meglio!

Amo i paesi contadini di montagna, la terra sudtirolese dove sono nato, con la grande occasione di aver potuto conoscere il pacifico popolo sudtirolese. Amo anche il territorio trentino e ho una predilezione per la val di Sole, la val di Non e per un paese chiamato Sano.


Nel sito metto alcune riflessioni che servono a me, per averle a disposizione. Se servono a qualcun altro ne sono felice! 

In esse non cercate completezza scientifica! Non ho i titoli per garantirla!

E’ interessante anche questo: ognuno ha i suoi pensieri e i suoi interessi…

E’ come nella Bibbia… ci sono una marea di nozioni, acquisizioni, informazioni… spetta poi a chi vuole cercare di capire interpretare quello che viene riportato…

Quando si entra nella dimensione del conoscere e quindi del lasciarsi conoscere, il mondo cambia e sicuramente migliora!